FRANKENSTEIN / 1931, JAMES WHALE

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Da questo film tutto è iniziato.  E l'opera del regista britannico James Whale, che parte dal testo letterario di Mary Shelley, mette l'accento su un punto di grandissima importanza che, con maggiore o minor forza espressiva, tornerà ad essere trattato nei vari sequel,  anche in quelli firmati da Whale stesso e dal produttore Carl Leammle (come LA moglie di Frankenstein, 1935) e nelle numerosissime variazioni girate nel corso dei decenni successivi: la pretesa distruttiva della scienza, e più in generale dell'uomo moderno,  di sostituirsi e ribellarsi a Dio, di creare e determinare la vita senza Dio, con le drammaticheconseguenze che ne deriveranno. In fondo,  non siamo distanti da certe pretese dell'uomod'oggi. Perciò si puòdire che Whale sceglie di attualizzare la tendenzadidascalica e moraleggiante del cinema espressionista tedesco degli anni tra il 1923 e il 1928. E, dal canto suo,  anche il carismatico e bravissimo Boris Karloff stabilirà un clichè cui in tanti guarderanno. 

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