CENTRAL DO BRASIL
CENTRAL DO BRASIL (1995. WALTER SALLES. BRASILE, DRAMM.).
Purtroppo il film è disponibile su AMAZON solo per l'acquisto a 15 euro. Attualmente ci sono poche copie disponibili. Ma vale tentare perché è un CAPOLAVORO.
Stazione centrale di Rio: un'ex-insegnante integra la magra pensione scrivendo lettere che i tanti analfabeti della città le dettano, ma lucra su costoro in quanto incassa i soldi per acquistare i francobolli, cosa che non fa. Tra i suoi "clienti", un giorno, capita una madre con il figlio che scrive al marito scomparso nel nord del paese..
Quando la donna perisce tragicamente, ilbimbo, accortosi dell'inghippo, non ha che lei e riesce a coinvolgerla in un lungo viaggio (non solo fisico) verso il nord, alla ricerca del padre e dei fratelli, che, dopo i primi momenti di diffidenza, vari pericoli per la loro vita superati per il rotto della cuffia e molti litigi, cambierà entrambi, a causa di un'amicizia vera nata nel frattempo.
Qui non c'è posto per il Brasile da cartolina, quello patinato degli spot pubblicitari, e (tanto per insistere sui luoghi comuni, non si vede un pallone da calcio rotolare per strada). Questo è il brasile che la stragrande maggioranza dei suoi abitanti vive e conosce dall'interno, dove vieni freddato a colpi di pistola da un agente di Polizia solo per aver fregato un lettore CD. Il film immerge i protagonisti in quest'atmosfera di polvere, di sporcizia (non solo fisica) che traspare da ogni inquadratura, giocando non sui clichè sopra descritti, ma in fondo non insiste neanche tanto sull'altro clichè, quello della violenza di cui vediamo in un altro film brasiliano noto in tutto ilmondo come Tropa de elite (1998), concentrandosi principalmente sui lenti ma inesorabili segni di cambiameno in entrambi (Soprattutto laprotagonista, che tirad su qualche soldo con gli analfabeti dellastazione che le danno i soldi per francobolli delle lettere che le dettano per mogli, mariti e figli fuggiti, che lei intasca senza imbucare le lettere). Solo l'incontro tra loro due rende veri e vivi.
Commenti
Posta un commento
Si raccomandano rispetto, educazione e un linguaggio non volgare