SUSSURRI E GRIDA (DRAMM. Svezia, 1973. INGMAR BERGMAN).

 







Svezia, primi del XX secolo. Agnese (Harriet Anderson), Karin (Ingrid Thulin) e Maria (Liv Ullman), tre sorelle,  vivono in una lussuosa vailla. Con loro  c'è Anna (Kari Silwan) la badante che si occupa di Agnese, malata terminale. Ma dietro un'apparente armonia si agita tuttoun mondo di sentimenti mancati e di odio strisciante tra le tre sorelle.. solo Anna, la badante,  nutre un sincero affetto per Agnese. 


Nel film domina un'atmosfera gelida ben sottolineata dalla freddezza dei colori di Sven Niqvist, abituale collaboratore del cineasta. Emerge una tematica tra le più care al regista a partire da LUCI D'INVERNO (1965). cioè la falsità (anzi,  l'impossibilità) di veri rapporti umani nel mondo borghese, in cui soprattutto Karin e Maria sono immerse, che svilisce ogni valore, ogni istituzione, e in cui persino il matrimonio (fallimentare per entrambe) viene svilito sotto una coltre di convenzioni e apparenze. La stessa Fede, in questo contesto di ipocrisiapiccoloborghese, non può essere che una manifestazione di esteriorità e apparenza,  senza alcun afflato spirituale nè umanità.  Solo Anna,  che ha conosciuto il dolore da vicino (ha perso la bambina, deceduta qualche anno prima), conserva una Fede e un'umanità ancora autentica e vera.

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