DOMENICA D'AGOSTO (1950, DRAMM. ITA. LUCIANO EMMER)
Non è un caso che a questo film, considerato come l'inizio del declino del Neorealismo, abbia lavorato, tra gli altri, Cesare Zavattini, abituale collaboratore di Vittorio De Sica e autore, con il regista ed altri, della sceneggiatura. I ragazzi che, fino a qualche anno prima, vivevano in prima persona la tragedia di una Roma occupata e "aperta", ora si trovano a Ostia. Ma in tutta la città, il caldo estivo) di domenica 7 Agosto (ricorrenza di San Gaetano, come scritto nella scena iniziale, girata a Roma spinge una variegata folla di cittadini a cercare refrigerio e riposo a Ostia marina, che diviene il luogo di una sorta di "confronto" sociale in cui ragazzotti, famigliole di vacanzieri mordi e fuggi che ricordano la celebre famiglia Passaguai (non a caso, c'è Ave Ninchi tra i protagonisti), arrivisti alla ricerca dell'occasione della vita, nobili squattrinati, ragazzotti disperati che tentano una dilettantesca rapina in banca sventata dalla polizia per mangiare, in cerca di facili emozioni o di un amore più serio. e, in una Rom deserta, il vigile proveniente dal paesello Marcello Mastroianni si arrabatta per sposare la fidanzata, giunta a Roma dall'Emilia per impiegarsi come cameriera presso una casa signorile, rimasta in dolce attesa. Il nuovo rito della domenica al mare viene visto, quindi, con leggerezza ma anche con un disincanto amaro

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Si raccomandano rispetto, educazione e un linguaggio non volgare