Regia
PUPI AVATIAttori: Luigi Diberti, Arnaldo Ninchi, Consuelo Ferrara, Dalia Lahav, Andrea Scorzoni.
CLICCA QUI / IN ITALIANO
Due dichiarazioni rilasciate dal regista in tempi diversi sono, a mio avviso, maggiormente adatte per comprendere appieno questo film di quanto possa scrivere io. Ma prima va visto il film. Bellissimo, ma di non facilissima comprensione ad una prima visione. Aggiungo solo che il cinema non ha mai trattato molto, se non con opere di scarso valore, il periodo storico importantissimo (IX-X secolo) in cui Avati ha scelto di ambientare l'opera.
Sono risalito a 1000 anni fa fa per trovare un'epoca in cui la fede era fondamentale per riempire quel silenzio di Dio che era allora identico a quello che è oggi. Era tale e tanta la necessità di trovare un interlocutore che trascendesse le cose e gli uomini per dare un senso ad una vita così grama e bestiale, per trovare un modo di vivere e sperare(..)
Sono appartenuto alla civiltà contadina per i primi 5 anni e vi appartengo ancora. Magnificat si basava sulla promessa contadina della nonna che dice al bambino: “guarda che se non fai il buono quando muoio vengo a tirarti i piedi”. Una promessa a lui e anche a se stessa di tornare, piena cultura altomedievale (due dichiarazioni del regista)
Commenti
Posta un commento
Si raccomandano rispetto, educazione e un linguaggio non volgare